martedì 26 agosto 2014

Novità, sopresa...cambiamenti

Cari amici che ci seguite...

ormai lo sapete le Mamme del deserto non stanno mai ferme.
Ne pensano 1000 e ne fanno 999

Abbiamo deciso che era ora di un altro cambiamento.
L'estate ha portato tante novità.

Venite a scoprirle su 





vi aspettiamo di là

Read more…

domenica 24 agosto 2014

l'estate sta finendo

La mia estate sta finendo.
Una lunga estate italiana.
Un'estate in famiglia come capita alla maggior parte degli expat, perchè se stai lontano un anno vuoi mica poi andare in giro?
Un'estate strana, ricca, emozionante, faticosa e con la testa sulle nuvole.
Così sulle nuvole da aver fatto perdere talvolta la pazienza ai miei cari.
Perchè scrittori si nasce, ma non è un mestiere "riconosciuto".
Perchè il libro mi ha travolto...più di quanto mi aspettassi.
Probabilmente ho sbagliato, ma se sali su un treno in corsa puoi scegliere di scendere?
E poi avrei dovuto davvero scendere? Per noi ha significato tanto, ci sono emozioni, sacrifici.
Il tour è stato bello ma ha portato via tanto tempo, occhi e dita sempre sul cellulare, testa svagata....e oggetti smarriti per casa.
E se i tuoi ti aspettano felici da un anno possono capire tutto ciò?
Se il tuo lavoro non ha orari da ufficio, non devi uscire al mattino per farlo, tutto questo può essere accettato, compreso? Ma poi è un lavoro?

Ci sono stati musi lunghi, rimproveri, discussioni.
Poi si sa noi pugliesi siamo bravi, cuore caldo, sorrisi, ma anche dotati di battuta pronta.
L'accento dialettale a volte non aiuta, ci fa sembrare bruschi, più di quello che vorremmo.

La mia lunga estate è trascorsa tra sorelle, mamma, papà e gli adorati nipoti, amici, amichetti.
Talvolta alla ricerca di un po' di privacy, di silenzio.
Salvo poi ritrovare oggi tutta quella pace e quel silenzio anelato e pensare "ma perchè avevo nostalgia di tutto ciò???".

La mia estate 2014 la ricorderò per sempre. 





Sono convinta che sono successe cose uniche e irripetibili. 

Ma quello che mi porterò nel cuore più di tutto, sarà quell'ultimo abbraccio di sabato.
Ci siamo salutati così noi pazzi 9...che convivevamo in questa casa da oltre due mesi.



Un saluto tra lacrime, sorrisi e tanto tanto amore.
Quell'amore che c'è solo in una famiglia.
La mia pazza, urlante, generosa, ospitale, allegra famiglia.
i primo passi di Alessandro
Non ti ho dato una sorella o un fratello, ma l'amore che ti lega a lui è molto simile

E oggi in questo pace, in questo silenzio, non posso fare a meno di pensare a voi cari genitori. 

A voi tutti che vedete partire i vostri figli.


Facciamo presto noi che viviamo all'estero a dire: skype, whatsapp, facebook, aiutano...non ti fanno sentire soli, che accorciano le distanze.

Penso a questo silenzio che sento ora. E che nulla riesce a riempire , nè a consolare. 
Sento pungere la nostalgia che già alberga nel mio cuore.
Allora grazie a voi per non farcelo pesare mai. 
Almeno i miei non l'hanno mai fatto.
Grazie per l'amore che c'è sempre.


La valigia è pronta. Quest'anno sono stata quasi brava. C'è tutto l'essenziale.

All'ultimo ho infilato pure il tamburello della notte della Taranta.



Regalo di mio padre per la nipote, è tornato stamattina alla 6 felice come un bimbo.

Lei pensa che il tamburello è un gioco, che la Puglia è la casa dei nonni.
Per voi Puglia vorrà dire vacanze.
Per me sarà sempre casa, famiglia. 
E so che ogni tanto quel tamburello lo suonerò...e mi farà bene, mi curerà nei momenti di malinconia e di difficoltà in questo nuovo anno a Kuwait che so per certo sarà diverso.











Read more…

sabato 23 agosto 2014

Tutta colpa di una cena!



unsplash.com

Tutto ciò che vi sto per raccontare è accaduto per colpa di una cena. E chi poteva essere l’organizzatrice se non lei?! Quindi, cara amica Mimma, non puoi nemmeno arrabbiarti perché la colpa è tutta tua. Insomma, in parte e comunque è una cosa bella, anche se per ora è tutto solo più complicato!!!

Una sera qualsiasi, di un giorno qualsiasi, io e il daddy decidiamo di portare i bambini a fare un giretto in bicicletta nel parcheggio che abbiamo a poche centinaia di metri da casa in quel di Kuwait City. Fuori l’aria inizia ad essere calda, è faticoso camminare o rincorrere i bambini che pedalano sicuri e fortissimo, ma abbiamo bisogno di sgranchirci un pochettino le gambe e soprattutto scambiare due chiacchiere tra adulti mentre i bimbi si sfogano. Vedo Mattia un po’ teso, molto stanco, il periodo lavorativo che sta affrontando è faticoso e molto impegnativo, tanti progetti che si portano con se tanti pensieri (come è normale che sia quando si lavora!).

Mentre la chiave gira nella toppa della porta, il telefono di Mattia sta squillando in casa. Ci affrettiamo, ma appena lui impugna il suo cellulare questo smette di suonare. 
Il numero è privato ma lui sa da chi arriva quella telefonata...
Lo vedo agitarsi, andare in camera per provare a reperire il numero e richiamarlo. Prova e riprova ma nulla. In Italia sono le sette passate e quindi tutto è già chiuso.

Andiamo a letto tesi, nervosi e scossi da questa telefonata che aspettavamo incosciamente, ovvero speravamo di ricevere ma in realtà entrambi non avevamo il coraggio di ammettere e parlarne a voce alta per paura di crearci false speranze ed illusioni più grandi di noi.

Il giorno dopo nessuno richiama.

Il giorno successivo nemmeno.
Il tempo trascorre lentamente, la tensione è alta, le emozioni corrono ma il telefono continua a rimanere silenzioso...

Finalmente una mattina viene richiamato.
Si tratta di ottime news ma….tutto in via di definizione. Grandi cambiamenti in atto, ma nulla di ancora definito e definitivo. Ancora un po' di attesa e tanta ansia che ha deciso di abbracciarci e non mollarci per qualche settimana.

I giorni passano, la tensione regna sovrana nella nostra casa al primo piano del brown building in Baghdad street a Salmiya, i nervi sono tirati come corde di violino e io e il daddy saltiamo per un non nulla.
Nel frattempo è giunto il momento di iniziare a preparare le valigie per tornare Italia per le vacanze. Un presentimento mi accompagnava durante questi miei preparativi e per questo mi attardavo a chiudere i bagagli, per paura di dimenticare qualcosa...

Altra telefonata, questa è una conferma.

Ok, il posto è tuo!



«Amore, sei pronta a cambiare? Mi sa che tu e i bambini saluterete presto il Kuwait!»

Queste parole pronunciate nel salotto della casa che da tre anni e mezzo ci ospita a Kuwait City mi bruciavano sulla pelle come uno schiaffo inaspettato.

L’entusiasmo per un cambiamento, per il cambiamento, quello che Mattia da tempo aspettava, ha iniziato a combattere con la mia voglia di rimanere ancora un anno in Kuwait. Naturalmente non ho pensato nemmeno per un minuto di far rifiutare questa offerta al daddy ma, egoisticamente, la mia mente ha passato in rassegna tutti i mesi, i giorni e i momenti indimenticabili vissuti in questo polveroso ma fantastico paese.

Preparare le valigie per tornare per le vacanze si è trasformato in una preparazione di bagagli definitivi. Ogni vestito, oggetto, foglio, gioco che decidevo di infilare in valigia richiamava un ricordo, una persona, una voce famigliare, un amico o semplicemente un conoscente che era passato nella nostra vita kuwaitiana. Attorno a me solo luoghi, persone e cose che emanavano un profumo inebriante di ricordi.

Ciò che più mi ha ferito in questa situazione è stata la non possibilità di gridare  e urlare a squarciagola il mio saluto al Kuwait. Avrei voluto andare sulle Kuwait Towers e urlare a tutto il paese "io me ne vadoooooooo! Grazie Kuwait!!!!".
Ma non è stato possibile.

Ho versato lacrime in segreto, chiusa nel bagno di casa per non farmi vedere dai bambini, per non far sapere a nessuno che ce ne stavamo andando e per non mostrare a Mattia la mia tristezza


Ho svuotato armadi carichi di ricordi. 
Ho aperto scatole che contenevano vecchi vestiti, giochi rotti, fotografie, biglietti di auguri, documenti....insomma tutto ciò che si può collezionare in tre anni e mezzo di vita vissuta in una qualsiasi casa in un qualsiasi paese nel mondo.
Ma il 7 giugno, quando di corsa chiudevo le valigie, non sono più stata capace di trattenermi e ho iniziato a singhiozzare come una bambina. 
Forse noi donne siamo esageratamente sentimentali, spesso ascoltiamo troppo quello che ci dice il cuore ma in quel momento avevo bisogno di lasciarmi andare ed esprimere ciò che realmente provavo.

Il 7 giugno ho salutato il Kuwait. E’ stato un addio e non un arrivederci, si perché noi a settembre non ritorneremo.

I bambini non ricominceranno la mitica TES, quella scuola inglese che tanto ho desiderato per i miei bambini, con la quale ho dovuto lottare per riuscire ad iscriverli e che ho veramente amato.

Non ci riscriveremo più al nostro club, quello che mi ha accolto e tenuto compagnia per un’infinità di mattinate, quello che ha visto crescere e cambiare i miei figli, quello che mi ha permesso di conoscere prima Federica, poi Mimma e infine Manu assieme a tante altre donne e mamme straniere meravigliose. Non guiderò più la mia adorata Discovery.

Non farò più la spesa nel mitico Sultan.

Non andrò più in giro per mall.

Non berrò più un mochaccino al Marina Crescent in compagnia dell'amica russa, scozzese, americana, inglese o libanese.

Non mi fermerò più a chiaccherare con i ragazzi che lavorano alla reception del mio building per cercare di capire chi sono i nuovi inquilini al quinto piano.

E soprattutto non varcherò più la soglia di quella casa che il 31 gennaio del 2011 ci accolse a braccia aperte anche se arrivammo con un Riccardo urlante e puzzolente e un Tommaso stremato dal viaggio ma entusiasta della sua nuova cameretta da bambino grande. 



In questa casa lascerò tanti ricordi, tante emozioni vissute, le voci delle persone amiche che sono venute a trovarci nel corso dei mesi e che hanno condiviso con noi un pezzo importante della nostra vita.

E tutto questo per colpa di una cena organizzata da Mimma, in una sera qualunque di una settimana qualunque…. 

Non mi rimane che urlare: “Grazie Kuwait!”.

Mi fermo qui perché le lacrime già scendono veloci e mi bruciano le guance.

Una nuova avventura ci sta aspettando. Un nuovo deserto mi accoglierà. Siamo pronti (forse!).
Questa nuova avventura si svolgerà in Italia, almeno per i prossimi dodici mesi. Si, io e i bambini rimarremo un intero anno in terra italica mentre il nostro amato daddy inizierà la sua avventura lontano da noi, in un altro deserto: in Arabia Saudita.








Read more…

venerdì 22 agosto 2014

Perchè andare in montagna è un affare serio!


 Le vacanze estive proseguono anche se l'aggettivo "estive" non mi pare il più appropiato quest'anno, almeno per noi che abitiamo nella parte alta della penisola italica. 
Per fortuna le nuvole cariche di pioggia, le basse temperature, il vento freddo non hanno fermato la nostra voglia di andare in montagna. Perchè "le nuvole non possono annientare il sole... e lo sapeva bene Paganini, che il diavolo è mancino, è subdolo e suona il violinooooo", mi sono persa con il mitico Battiato.

Destinazione: Cavalese - Val di Fiemme.
Il nonno Gianni ci aspetta!!!


Siamo partiti da casa super carichi. Il nostro daddy ci ha preparato un fittissimo programma che prevede almeno tre escursioni dure in cinque giorni, gite in bicicletta, momento svago al parchetto vicino a casa del nonno, varie ed eventuali (sono quelle che più mi spaventano!). 


Andare a raccogliere i funghi in compagnia del nonno Gianni è super funny. Armati di cestino, coltellino per pulire i funghi, panini e succhi di frutta ci siamo avventurati nel bosco...peccato che la pioggia abbia interrotto sul nascere le nostre meravigiose intenzioni.

Quella che si vede in controluce è pioggia
Il programma oggi prevede una gita dura.
Destinazione Rifugio Vajolet: 2.243mt di altezza.
Abbiamo camminato per circa 5 ore tra andata e ritorno. Tommaso è stato bravissimo, si è fatto tutta la scarpinata in salita con solo un momento di capriccio-crisi. Mentre il piccolo Riccardo ha preferito usufruire del servizio sherpa daddy!

In cima troveremo il castello con dentro il Mago!


Oggi grigliata in compagnia!
Per fortuna il sole ha deciso di venirci a trovare e ci ha reso tutto più facile nonchè divertente. 
Naturalmente noi arriveremo alla baita in bicicletta e non con l'auto, altrimenti sarebbe troppo facile e scontato.

io amo il caos delle baite di montagna

Polenta, funghi, costine e tanto vino

Liberiamoci tutti dall'acqua!


Le previsioni mettevano tempo soleggiato, prevalentemente sereno e poco nuvoloso. Siamo partiti che la temperatura non superava i 12°, il cielo era completamente invaso dalle nuvole color grigio e l'aria era più che frizzante.
Siamo comunque riusciti a raggiungere la nostra meta: Baita Segantini - 2.170 mt.
Abbiamo camminato per circa 4 ore. I momenti di crisi sono stati diversi ma li abbiamo tutti superati fissando degli obiettivi di scalata con relativi premi.


Questo era il premio che li aspettava nel pomeriggio, al ritorno dalla gita... una bella pattinata sul ghiaccio.
Riccardino ha preferito mangiare un po' di ghiaccio a bordo pista dopo avermi distrutto la schiena nei suoi infiniti tentativi di equilibrio sulle lamine di ferro troppo scivolose per le sue corte gambette.

La vacanza in montagna in compagnia del nonno Gianni è giunta al termine. Anche se il tempo non ci ha aiutato noi ci siamo divertiti comunque un sacco!
Grazie nonno Gianni per questi meravigliosi giorni di vacanza!





Read more…

mercoledì 20 agosto 2014

TraMilano Kids


Qualche settimana fa ricevo una mail dall'amica Giulia che mi propone una visita alla città di Milano un po' alternativa, ovvero in compagnia dei bambini. 
La cosa mi incuriosisce, le chiedo spiegazioni più approfondite. Mi racconta che ha lavorato alla creazione del progetto InnovActionCult dove sono stati creati dei tour della città a misura di bambino.
In particolare, la TraMilano Kids è un tour studiato per i bambini il cui obiettivo è avvicinarli alla città, coinvolgerli nella visita e farli divertire.
In particolare il TraMilanoKids è un "tour dall'innovativo approccio pedagogico-culturale basato sulla visione globale del bambino che permette, attraverso guide formate e specializzate nell'assistenza dei bambini, di visitare Milano in compagnia dei nostri figli".

Read more…

lunedì 18 agosto 2014

il segreto di un amicizia a distanza

Esiste l'amicizia?
E se si, può sopravvivere alla distanza, ai cambiamenti, alle diverse esperienze, a una crescita differente?
Io credo proprio di si.

Il segreto? Grande affetto, intelligenza, pazienza, comprensione e tanto rispetto. 
E spesso dico: zero aspettative
Almeno questa è la mia esperienza, questa è la storia della mia amicizia con Francesca.

Read more…

mercoledì 13 agosto 2014

Il tour pugliese



E' con una sobria e discreta t-shirt, regalatami dalla mia grande amica Michela  per il mio trentaquattresimo compleanno, che mi appresto a partire.
Destinazione: Brindisi.

Read more…